Gennaio, tempo di buoni propositi! Intervistiamo la coach Paola Nosari

Paola Nosari

Il nuovo anno è cominciato e, come sempre, tutti ci riempiamo la bocca di buoni propositi che ci ripromettiamo di realizzare nei prossimi mesi. Ma, come in un film già visto, nonostante la nostra caparbietà e determinazione, immersi nel ritmo frenetico della vita cittadina, tra lavoro e famiglia, completamente iperconnessi, tra un cellulare sempre a portata di mano e un pc che ci segue fino a casa, non riusciamo a dedicarci fino in fondo a noi stessi e finiamo per trascurare i nostri obiettivi. E passano i giorni, le settimane e i mesi.

Siamo proprio sicuri che è utile fare l’elenco dei buoni propositi? Non è forse meglio imparare ad ascoltarsi e cercare di capire cosa vogliamo e cosa non vogliamo?Come stai? Bene, grazie!” la tipica frase che introduce un incontro, se ci pensiamo bene è in realtà un intercalare, un’espressione che recitiamo in automatico perché fa parte dell’educazione chiedere, e rispondere in modo positivo ti rende una persona “smart” padrone della vita e del mondo. Il “non stare bene” non è contemplato, perché può sembrare da sfigati e l’avere problemi (chi non li ha alzi la mano?) porta all’esclusione sociale. Sembra banale vero?

Sono tante le persone in crisi con se stesse, pieni di frustrazioni che dipendono da diversi fattori: non svolgono un lavoro che piace (quante ne conosciamo? Forse rientriamo anche noi in questa categoria?), non riescono a raggiungere gli obiettivi che si pongono, non riescono ad agire, non sono capaci di affrontare un cambiamento, non riescono a realizzarsi. Come mai tutto questo? Sono forse le convinzioni che limitano e frenano la crescita? E’ vero che cambiare abitudini può aiutarci nel cammino verso la consapevolezza di noi stessi? Di questo e di altro abbiamo parlato con Paola Nosari, esperta in mindfulness, coaching e formazione. Lei stessa ha affrontato un importante cambiamento nella sua vita e oggi aiuta le persone, soprattutto le donne, a mettere in luce le loro risorse utili per accedere a nuove opportunità, affrontare un cambiamento e raggiungere i propri obiettivi.

Paola Nosari

INTERVISTA A PAOLA NOSARI

Raccontaci un po’ di te.

Mi chiamo Paola Nosari e mi occupo di mindfulness, coaching e formazione. Lavoro prevalentemente con donne (ma non solo) e sul tema del denaro come strumento di realizzazione di sé e dei propri desideri.

Con il coaching ho dato una svolta alla mia carriera e alla mia vita e lavoro per aiutare anche altri a realizzarsi pienamente raggiungendo i loro obiettivi.

Quando mi sono resa conto del fatto che nell’azienda in cui lavoravo non avrei avuto ulteriori possibilità di crescita, avevo già sperimentato il coaching e sapevo quanto possa essere efficace. Così mi è sembrato naturale cominciare a cercare da lì. Ho fatto il master in coaching e poi mi sono specializzata con ulteriori corsi di Programmazione Neuro Linguistica, sia in Italia che all’estero.

Ora affianco i miei clienti e li sostengo nella loro evoluzione. Condivido tecniche e strumenti utili a mettere in luce le risorse che possiedono, li supporto, aiutandoli ad eliminare le convinzioni limitanti che frenano la loro crescita, perché possano accedere ad opportunità e punti di vista che fino a quel momento non avevano considerato.

Gennaio, tempi di buoni propositi, per molti di cambiamento e di riflessione su ciò che è stato e sarà. Come pensi debba essere affrontato questo 2019?

Come tutti gli altri mesi dell’anno: al meglio delle proprie possibilità e impegnandosi per fare chiarezza su quel che si desidera realizzare, per definire una strategia che ci avvicini al nostro obiettivo e per compiere le azioni necessarie a raggiungerlo.

Non credo affatto nei buoni propositi. Credo nella ricerca e nella sperimentazione. Nell’impegno costante a migliorarsi che contempla anche la possibilità dell’errore. Succede. Quello che è importante è analizzare la situazione e se stessi e fare le modifiche necessarie per poter migliorare nella direzione in cui si vuol crescere.

Paola Nosari
Foto di Carlotta Favaron

Nella tua esperienza professionale avrai incontrato molte donne che hanno trovato la forza e il coraggio di cambiare e reinventarsi. Ci potresti raccontare un aneddoto?

Garantisco alle mie clienti il mio totale riserbo e il loro diritto alla privacy quindi un aneddoto specifico non posso condividerlo.

Posso dirti però che tra i miei clienti ci sono state persone che sentendosi in crisi sul loro posto di lavoro hanno fatto con me un percorso di revisione e analisi delle loro potenzialità, competenze e passioni, che le hanno portate in alcuni casi a reinventarsi completamente dedicandosi alla loro passione, altre che sono rimaste nella stessa azienda trovando però il coraggio di chiedere avanzamenti di carriera o cambiamenti di ruolo che hanno ottenuto e che le rendono più felici, soddisfatte e realizzate.

In generale: nei percorsi che offro assisto spesso ad un momento quasi magico: quello della rivelazione. L’attimo in cui una cliente sperimenta un’intuizione felice, che cambia completamente l’assetto del sistema e lo stravolge, facendole percepire che può guardare alle cose in un modo del tutto rinnovato.

È un momento prezioso, di trasformazione.

Assistervi è un privilegio.

E dico assistervi perché di quella magia io sono soltanto testimone.

A compierla sono loro, lavorando su se stesse e sui loro schemi.

Per questo dico sempre che un percorso di coaching è un’avventura. Puoi sapere da dove parti ma difficilmente conosci la destinazione. E in fondo, questa, è la parte che preferisco.

 

Cosa spesso impedisce a una donna di capire le sue potenzialità e farne tesoro?

Non è giusto e non è nemmeno bello ma è innegabile che viviamo ancora in una società sessista. Pensa anche solo al caso del deputato spagnolo Pablo Iglesias che, chiedendo il congedo di paternità, si è dovuto spiegare e giustificare e viene raccontato come un coraggioso femminista. In una società paritaria questa dovrebbe essere la normalità.

Le donne, nella nostra cultura, sono ancora i soggetti che principalmente si fanno carico del compito di cura di bambini, anziani, famiglia e casa, quando è necessario. Spesso questo definisce delle priorità che non mettono la donna nelle condizioni migliori per trovare una sua piena realizzazione.

Io credo che se ci ripensiamo adolescenti, tornando con il pensiero a quando avevamo tra i quindici e i vent’anni, sappiamo tutte benissimo quale fosse il nostro centro, la nostra forza, il nostro dono.

Poi cresciamo e ci perdiamo un po’ di vista. Tristemente, a volte, non ci concediamo più di tornare a noi stesse.

Non a tutte viene naturale, a volte è necessario l’intervento di un terapeuta o di un facilitatore, però quando scegliamo di cercarci e ci ritroviamo, riscopriamo l’immenso valore che custodiamo, e possiamo finalmente dargli spazio e luce.

Paola Nosari
Foto di Chiara Pinesi

Dacci tre suggerimenti su come trovare la prospettiva migliore quando affronti momenti di cambiamento.

1. Impara a conoscerti 

Trova il tempo per stare nella solitudine. Chiudi il mondo fuori dalla porta per qualche ora ogni settimana. Spegni il telefono, chiudi il pc. Fai silenzio attorno a te.  e ascolta i tuoi pensieri: ti farà scoprire cosa ti rende davvero felice, e cosa no. E saperlo è indispensabile.

2. Usa i sinonimi per creare nuove forme per i tuoi pensieri

Sforzati di usare i sinonimi per le parole che usi con maggiore frequenza, cerca di formare le frasi in maniera differente. Anche quando ti trovi ad esprimere gli stessi concetti, fallo diversificando la forma e variando il linguaggio

In questo modo si innesca uno schema virtuoso attraverso il quale impari a eliminare le vecchie abitudini e a crearne di nuove, in un processo di costante rinnovamento.

Acquisisci flessibilità mentale e ti eserciti a trovare soluzioni differenti, a pensare strategicamente “out of the box”. In altre parole, riesci ad allargare la tua zona di comfort, poco a poco, in modo naturale e senza stress, anzi, divertendoti.

3. Stai scomodo

Ripetere gesti e azioni abitudinarie ci rassicura e ci fa sentire a nostro agio, ma non ci fa crescere. L’unico modo per diventare esseri umani migliori di quelli che siamo è sfidarci a cambiare, ad evolvere. Come? Sperimentando cose che non abbiamo mai fatto prima e avventurandoci in territori sconosciuti.

Se puoi, viaggia. Anche solo camminando nella tua città e guardandola con uno sguardo rinnovato e rinnovante.

Osa. Se fossi rimasta al sicuro, molte delle cose più belle della mia vita non mi sarebbero mai accadute.

Ringraziamo Paola Nosari per l’intervista, le sue parole sono state illuminanti e spero abbiano sortito lo stesso effetto anche a voi.

Siete pronti per affrontare questo nuovo anno?

Non lasciatevi sfuggire l’occasione riservata a Urban Finder!

Per tutti i lettori di Urban Finder

Paola ha riservato uno sconto speciale

per il  percorso RISPLENDI!

 

SCOPRI IL REGALO
RISERVATO ALLA NOSTRA COMMUNITY


oppure Registrati

o accedi con
o accedi con

 

Potete seguire Paola Nosari sul suo sito

Su Instagram

Su Facebook

Mail: [email protected]

La foto di copertina è di Carlotta Favaron.

Facebook Comments

Lascia un commento

10

UN REGALO PER TE
alla fine del post