PICNICITY – Un’idea fantastica per scoprire Milano in primavera

Tempo di primavera, tempo di picnic. Che sia una colazione, un pranzo o una cena all’aperto poco importa, quello che è essenziale è trovare luoghi per ricaricare la spina anche in città.

Chi ha detto che picnic debba fare rima solo con campagna, montagna o gite fuoriporta? 

E se anche le nostre città avessero degli angolini ideali, per un petit dejuner sur l’erbe o per un pasto informale spiluccando gustose bontà in compagnia?

Questa stessa domanda se la sono posta le due travel e lifestyle blogger Barbara Perrone e Linda Fiumara, ideatrici del neonato progetto #picnicity, attraverso il quale portano il lettore e i followers a scoprire le città da un punto di vista insolito, quello del picnic!

Da Monza, Milano, Livorno per proseguire poi con le prossime tappe della primavera – estate, le due instancabili viaggiatrici si sono ritrovate per caso a condividere questa passione, che incredibilmente coltivavano indipendentemente durante i loro viaggi.

Come è nata l’idea di #picnicity?

L’idea è nata per caso riflettendo sulle rispettive abitudini in viaggio. Spesso infatti quando si è in giro, non sempre si ha voglia di andare al ristorante o a consumare un pasto tradizionale. Ci è capitato in viaggio di approntare in tempi non sospetti, piccoli momenti picnic attorno al mondo.

Mangiare all’aperto, condizioni climatiche permettendo, aiuta anche a vivere una città più da vicino e perché no, facendo people watching! Pensando alle nostre esperienze personali, è nato per caso un format capace di raccontare le città, le bellezze attraverso uno stile facilmente replicabile individualmente e da tutti, inserendo degli spunti culturali.

Cosa avete scoperto durante queste prime tre tappe del progetto?

Quello che ha stupito anche noi è la curiosità e l’interesse che ogni tappa suscita, sia in chi ci segue sui social che dal vivo. Ogni qualvolta allestiamo il set di #picnicity si creano dei capannelli di persone che si fermano ad osservare e a fotografare. Non manca chi si avvicina per chiedere e curiosare vis à vis.

E’ un bel modo per creare nuove relazioni tra le persone, uscire dalla zona di comfort, ma soprattutto far vedere che con poco si può fare qualcosa di davvero carino e godersi angoli insoliti di una città, oltre a scoprire primizie gastronomiche locali, che non guasta mai. Basta cambiare punto di vista!

Quale è il ricordo in viaggio di un vostro picnic speciale?

B. Per me certamente sono state gli aperitivi/cene picnic ad Oslo nel nuovo quartiere di design Tiuvholmen, dove con affaccio sul fiordo ci si godeva il tramonto, ammirando l’abilità di fare sup (stand up paddle) e spiluccando lefse (una sorta di piadina alle patate) con formaggio e salmone, accompagnando il tutto da una birretta ben fresca.

L. Il migliore picnic di viaggio è stato in Bretagna. Vista faro di Mean Ruz, con quiche lorainne, sidro di mele e biscotti al burro. Quello fu un vero picnic da 15 Agosto come festa di mezza estate. Tutto era perfetto. Il mare rumoreggiava sotto la scogliera, il vento liberava il cielo da ogni nuvola. Pochi turisti e tanti gabbiani.

Cosa non può mancare in un picnic?

B. Se è n picnic organizzato, assolutamente non deve mancare una cesta in vimini. Già da solo questo singolo oggetto, contribuisce a creare una bellissima atmosfera. Poi non devono mancare le acque aromatizzate, dei cibi facili da trasportare e da mangiare. Le monoporzioni, magari organizzate in comodi vasetti anche già riutilizzati, sono l’ideale. Se è possibile non farsi mancare qualche fiore fresco da mettere in delle bottigliette e dei cuscini. Vista la stagione in arrivo, non dimenticarsi la crema solare protettiva!

L. Personalmente parto già da casa con tovaglietta e necessario per il picnic e poi mi faccio trascinare nell’acquisto di prodotti dell’enogastronomia locale e dagli angoli pieni di sole e natura.

Il vostro è un progetto è pensato principalmente per creare una comunicazione social. Pensate in futuro di organizzarne qualcuno aperto anche agli esterni?

L’idea è nata principalmente per dare degli spunti, delle ispirazioni di luoghi dove ognuno in autonomia possa sviluppare e creare il proprio picnic. Quello che dal punto vista narrativo amiamo fare, è abbinare la scelta del luogo con uno spunto culturale, perché ci rendiamo ogni giorno che è necessario diffondere sì bellezza ma anche cultura e conoscenza. E questa per noi è una chiave di lettura lieve e accessibile. Ad esempio a Milano, il picnic organizzato alla Villa Reale, zona Palestro, è stato il modo, bellissimo ed interessante, di visitare e raccontare la GAM (Galleria di arte moderna); uno dei musei più sconosciuti della città, ma che offre grandi bellezze artistiche ed architettoniche. 

Quanto all’idea di organizzare dei veri e propri #picnicity per gli esterni lo stiamo valutando. Ad oggi stiamo ricevendo molte richieste e proposte di questo tipo. Vedremo in futuro come si evolverà l’idea, grazie anche ai tanti partners che ci stanno supportando.

Cosa dobbiamo aspettarci per la prossima tappa?

Ad Aprile Milano è Design week. Per questo motivo abbiamo pensato ad un  #picnicity aperitivo capace di celebrare l’effervescenza della creatività contemporanea con quella di Leonardo Da Vinci, che quest’anno si celebra con i 500 anni della sua scomparsa.

Se anche voi siete curiosi di seguire e scoprire le prossime avventure di questo progetto, suggerire loro qualche luogo del cuore o entrare a far parte dei partners seguitele sui loro account Instagram: Barbara Perrone è @tangibiliemozioni e Linda Fiumara è @clindina

Per scrivere e comunicare con loro [email protected]

Crediti fotografici – Barbara Perrone & Linda Fiumara

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