WaxMax: a Milano storie di mondi lontani attraverso i tessuti African print!

Passeggiando lungo corso Como a Milano, si rimane incantati dallo scintillio delle vetrine avendo tuttavia la sensazione di ammirare capi che nascono più per essere ostentati, che non per raccontare la personalità di chi li indossa. Può succedere però, che basta lasciarsi trasportare dalla voglia di perdersi tra le stradine circostanti per imbattersi in piacevoli ed impreviste scoperte, come i tessuti African di WaxMax.

Elena Vida, architetto, racconta com’é nato WaxMax

In via Maroncelli 12, tra il susseguirsi di gallerie darte, fiorai multicolor, negozi di modernariato si può entrare in un mondo magico: è WaxMax, ideato e creato dall’architetto Elena Vida, dove gli oggetti e i tessuti African print raccontano mondi lontani anche a Milano!

Immagini di WaxMax

Noi abbiamo incontrato ed intervistato Elena Vida, architetto e designer del brand milanese Wax Max.

Elena, come nasce e qual è la filosofia attorno al mondo WaxMax?

E’ tutto nato per gioco, da un desiderio: creare qualcosa per me e per la mia casa con i tanti tessuti acquistati nei miei viaggi e che da anni accumulavo negli armadi. Il risultato è stato entusiasmante: il desiderio di creare qualcosa di nuovo utilizzando il tessuto africano, la possibilità di unire culture diverse, e l’incontro con realtà speciali come la Sartoria San Vittore, mi ha portato a creare WaxMax, una linea di prodotti fatti a mano, autentici e dallo stile contemporaneo. L’opportunità di lavorare con cooperative sociali e piccole associazioni è la vera anima di questo piccolissimo progetto.

Dall’architettura alla moda e viceversa. Come si incontrano questi tuoi saperi?

Più che di moda preferisco parlare di design, e io mi sono laureata al Politecnico di Milano in disegno industriale e arredamento. La progettazione e l’interior design sono stati da subito la mia professione, ma ho sempre avuto la passione per il design. Diciamo che con WaxMax sono riuscita a dare spazio alla parte più creativa, più divertente del mio lavoro.

I tuoi capi uniscono la forte personalità e grinta della texture dei tessuti, con linee capaci di vestire le diverse fisicità delle donne. A chi si rivolgono le tue collezioni?

Il tessuto Wax print ha la particolarità di essere trasversale: chi lo apprezza non ha età o specificità culturali. Anche gli oggetti che propongo hanno la stessa caratteristica: ho clienti novantenni e altri giovanissimi, signore della borghesia milanese e africani che si ritrovano nei tessuti che utilizzo. WaxMax è un progetto senza confini, in tutti i sensi.

Immagine di WaxMax

WaxMax è abbigliamento e home decor con un’attenzione all’etica e al riscatto sociale. I tuoi capi sono prodotti in un posto speciale. Ci sveli di più?

Questo progetto è nato anche grazie ad incontri speciali. I capi di abbigliamento sono realizzati nelle carceri milanesi grazie alla Cooperativa sociale Alice che da tanti anni opera in questo settore. Alcuni articoli più semplici sono realizzati dalla sartoria migrante Karallà. Non credo che in questi anni ci sia la necessità di nuovi brand, ma credo che ci sia molto bisogno di progetti di inclusione sociale. Il mio è un piccolissimo progetto, meno di una goccia nel mare, ma tante gocce possono fare il mare.

 Fare shopping significa sempre più fare un’esperienza personalizzata. Qual è quella che proponi nel tuo atelier?  

La particolarità del tessuto africano è quella di essere venduto a pezze di 6 yarde (m. 5,40), e da ogni pezza si ricavano pochi pezzi. Spesso le fantasie non si ritrovano e non vengono più ristampate, quindi si riescono a produrre edizioni molto limitate, praticamente sono tutti pezzi unici. Per questo motivo ogni acquisto WaxMax è un’esperienza personalizzata.

Atelier WaxMax – via Maroncelli 12 Milano
Aperto dal giovedi al venerdi 11 – 19 sabato 11-15
Instagram @waxmax
Facebook @waxmax

La chiacchierata e intervista con la designer Elena Vida si conclude con
un dono per tutte/i gli UF Lovers:
scopritelo qui!

SCOPRI IL REGALO
RISERVATO ALLA NOSTRA COMMUNITY


oppure Registrati

o accedi con
o accedi con

 

Facebook Comments

Lascia un commento